PIANO TERRITORIALE DELL’OFFERTA FORMATIVA

                                                                             

PIANO TERRITORIALE DELL’OFFERTA FORMATIVA

A.S. 2019/2022

Che cosa è il PTOF

 

Il P.T.O.F. intende favorire il pieno sviluppo delle potenzialità dei bambini che la frequentano in un adeguato contesto cognitivo, ludico e affettivo, garantendo, così, il loro diritto ad avere pari opportunità di educazione, di cura, di relazione, di gioco e di istruzione anche attraverso l’abbattimento delle disuguaglianze e le eventuali barriere territoriali, economiche, etniche e culturali per attuare una vera inclusione, favorendone la crescita armonica.

Il P.T.O.F.: – indica gli obiettivi cognitivi ed educativi determinati a livello nazionale, raccoglie linee d’azione ed interventi educativi per raggiungere gli obiettivi, riflette le esigenze del contesto territoriale locale nei suoi aspetti culturali, sociali ed economici.

E’ redatto in conformità alla Legge n. 107/2015 e tiene conto della legge sull’Autonomia Scolastica (D.P.R. 275 del 8-3-99) e dallo Statuto.

E’ strutturato per il triennio 2019 – 2022 (L.107/2015) con spazio per adeguarsi annualmente, attraverso l’aggiornamento delle sue parti in relazione alle nuove esigenze e alle nuove normative. – Raccoglie i documenti fondamentali in base ai quali viene organizzato il servizio scolastico.

E’ elaborato dal Collegio dei Docenti sulla base degli indirizzi per le attività della scuola e delle indicazioni di gestione e di amministrazione definite dal Presidente/Dirigente Scolastico secondo le disposizioni dello Statuto/Regolamento della Scuola (es. il C.d.A.).

E’ approvato dal Consiglio di Amministrazione e “La scuola al fine di permettere una valutazione comparativa da parte delle famiglie, assicura la piena trasparenza e pubblicità dei piani triennali dell’offerta formativa, che sono pubblicati nel Portale unico di cui alla legge 107/2015 comma 136. Sono altresì ivi pubblicate tempestivamente eventuali revisioni del piano triennale” (comma 17).

Le famiglie sono informate di questo fondamentale documento indicando loro dove possono prenderne visione, inoltre viene condiviso nel momento dell’iscrizione e nelle assemblee di inizio anno scolastico.

 

Le finalità della scuola dell’infanzia (dalle Indicazioni nazionali)

 

La scuola dell’infanzia, statale e paritaria, si rivolge a tutte le bambine e i bambini dai tre ai sei anni di età ed è la risposta al loro diritto all’educazione e alla cura, in coerenza con i principi di pluralismo culturale ed istituzionale presenti nella Costituzione della Repubblica, nella Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e nei documenti dell’Unione Europea.

Essa si pone la finalità di promuovere nei bambini lo sviluppo dell’identità, dell’autonomia, della competenza e li avvia alla cittadinanza.

Consolidare l’identità significa vivere serenamente tutte le dimensioni del proprio io, stare bene, essere rassicurati nella molteplicità del proprio fare e sentire, sentirsi sicuri in un ambiente sociale allargato, imparare a conoscersi e ad essere riconosciuti come persona unica e irripetibile. Vuol dire sperimentare diversi ruoli e forme di identità: quelle di figlio, alunno, compagno, maschio o femmina, abitante di un territorio, membro di un gruppo, appartenente a una comunità sempre più ampia e plurale, caratterizzata da valori comuni, abitudini, linguaggi, riti, ruoli.

Sviluppare l’autonomia significa avere fiducia in sé e fidarsi degli altri; provare soddisfazione nel fare da sé e saper chiedere aiuto o poter esprimere insoddisfazione e frustrazione elaborando progressivamente risposte e strategie; esprimere sentimenti ed emozioni; partecipare alle decisioni esprimendo opinioni, imparando ad operare scelte e ad assumere comportamenti e atteggiamenti sempre più consapevoli.

Acquisire competenze significa giocare, muoversi, manipolare, curiosare, domandare, imparare a riflettere sull’esperienza attraverso l’esplorazione, l’osservazione e il confronto tra proprietà, quantità, caratteristiche, fatti; significa ascoltare, e comprendere, narrazioni e discorsi, raccontare e rievocare azioni ed esperienze e tradurle in tracce personali e condivise; essere in grado di descrivere, rappresentare e immaginare, “ripetere”, con simulazioni e giochi di ruolo, situazioni ed eventi con linguaggi diversi.

Vivere le prime esperienze di cittadinanza significa scoprire l’altro da sé e attribuire progressiva importanza agli altri e ai loro bisogni; rendersi sempre meglio conto della necessità di stabilire regole condivise; implica il primo esercizio del dialogo che è fondato sulla reciprocità dell’ascolto, l’attenzione al punto di vista dell’altro e alle diversità di genere, il primo riconoscimento di diritti e doveri uguali per tutti; significa porre le fondamenta di un comportamento eticamente orientato, rispettoso degli altri, dell’ambiente e della natura.

(da Indicazioni nazionali del 2012)

 

SEZIONE 1 – LA SCUOLA E IL SUO CONTESTO

 

  1. Analisi del contesto e bisogni del territorio

 

Una serie di campagne di scavi effettuate nel 1861 permise di datare alla fine del terzo millennio avanti Cristo la fondazione di un primo nucleo abitato nel luogo ove oggi sorge il nostro paese di Castione Marchesi; il villaggio, costituito da poche capanne su palafitte ed una necropoli, fu occupato dai Terramaricoli fino all’ottavo secolo avanti Cristo. La nostra scuola è situata nella frazione più grande del comune di Fidenza, Castione Marchesi, paese attraversato dalla strada provinciale “dei due ponti” fra Fidenza, Busseto e Roncole Verdi; è una zona in aperta campagna alle porte della bassa parmense che raccoglie la maggior parte di famiglie che anno attività e imprese agricole.

 

La scuola dell’infanzia Don E. Sagliani è sorta nel 1965 per opera dell’allora parroco di Castione Marchesi, di cui porta il nome, col sostegno della comunità parrocchiale, al fine di rispondere al bisogno delle famiglie di essere aiutate nella cura e nell’educazione dei figli. Ponendo a fondamento della sua azione educativa i principi della tradizione antropologica e culturale della Chiesa Cattolica, essa afferma la centralità della persona nel processo educativo e concorre con la propria identità e nell’ambito specifico della didattica alla sua formazione integrale nel rispetto della sua dignità originale, della sua unicità e irripetibilità.

 

La scuola, essendo paritaria fa parte del sistema Educativo Nazionale d’Istruzione e di Formazione, perciò si allinea alla normativa scolastica nazionale in atto e in particolare alle “Indicazioni per il curricolo per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo di istruzione”, che nel D.M. 31.07.2007 affermano: “La scuola dell’infanzia, liberamente scelta dalle famiglie, si rivolge a tutti i bambini dai 3 ai 6 anni di età ed è la risposta al loro diritto all’educazione. Ha le sue origini nelle comunità locali (come i Comuni e le Parrocchie) e in esse è cresciuta. Oggi si esprime in una pluralità di modelli istituzionali e organizzativi promossi da diversi soggetti: lo Stato, gli Ordini religiosi, le Associazioni e le Comunità parrocchiali, gli Enti locali. Ciascuno di essi ha apportato un contributo originale allo sviluppo della scuola dell’infanzia, per la valorizzazione della collaborazione delle famiglie, l’innovazione pedagogica e la partecipazione sociale, per la generalizzazione e la qualificazione del servizio.  La scuola dell’infanzia è oggi un sistema pubblico integrato in evoluzione, che rispetta le scelte educative delle famiglie e realizza il senso nazionale e universale del diritto all’istruzione”.

 

  1. Caratteristiche principali della scuola

I cardini su cui la scuola Don Sagliani fonda la sua intenzionalità educativa e didattica sono:

  1. Il metodo dell’esperienza:

Il metodo è caratterizzato dall’esperienza, cioè da una proposta che coinvolge tutta la persona (ragione ed affettività, mente e cuore), in una relazione ed in un’azione che aiuti il bambino a rendersi conto di tutto ciò che vive ed a sperimentarne la corrispondenza per sé. Caratteristica dell’esperienza è il suo aspetto di globalità, aspetto che favorisce la conoscenza e l’apprendimento non formalizzato che avviene nei bambini in età di scuola dell’infanzia. L’osservazione è parte integrante del metodo; si fonda sull’attribuzione di significato che l’adulto opera rispetto ai molteplici segnali ed indizi che il bambino rimanda.

  1. Maturazione dell’identità:

Permette al bambino di prendere coscienza di sé, radicando in lui atteggiamenti di sicurezza, autostima e fiducia nelle proprie possibilità; di imparare a vivere in modo equilibrato e costruttivo i propri stati affettivi; di comprendere ed apprezzare l’altro. L’insegnante promuove un approccio positivo con la realtà, instaura un rapporto di fiducia con il bambino e favorisce la costruzione di relazioni positive per i bambini.

  1. Conquista dell’autonomia:

Portare il bambino ad agire liberamente nell’ambiente, a fare da solo, ad operare scelte personali nel rispetto degli altri e delle regole con la consapevolezza che l’adulto è sempre presente e disponibile. L’autonomia cresce dentro una dipendenza “positiva” dove l’adulto sostiene, accompagna, incoraggia l’iniziativa e permette di misurarsi con la realtà creando punti di riferimento precisi.

  1. Sviluppo delle competenze:

Promuovere esperienze che permettano al bambino di sviluppare tutte le potenzialità riguardanti l’aspetto cognitivo, affettivo ed emotivo, salvaguardando i suoi bisogni e le sue tappe evolutive e consolidando ed estendendo abilità sensoriali, percettive, motorie, linguistiche, intellettive, sociali, estetiche, morali e religiose. Suscitare in lui il gusto della conoscenza ed un intelligente creatività. Promuovere la curiosità e lo stupore nei confronti della realtà.

 

La comunità della scuola non può essere considerata estranea a ciò che succede attorno ad essa. La nostra scuola è inserita in un contesto sociale più ampio e tiene conto di questo aspetto nella sua proposta educativa. La scuola intende quindi sviluppare rapporti di collaborazione con le altre realtà presenti sul territorio quali ad esempio: comunità parrocchiale, altre agenzie educative, diocesi, ecc

La nostra scuola ha intenzione di essere presente sul territorio attraverso il dialogo, la collaborazione e l’attività con le altre realtà presenti nella zona.

In particolare collabora con:

  • Scuola primaria e secondaria di primo grado Il Seme
  • Direzione didattica di Fidenza
  • Proloco: gruppo di famiglie di Castione che organizza momenti di festa e raccolta fondi per la scuola
  1. Ricognizione delle attrezzature e risorse strutturali

Spazi abitativi interni: la scuola è costituita da un antico edificio adiacente al Monastero, composto da due piani con luminosi ed accoglienti spazi. Nel piano rialzato troviamo la segreteria, due aule e un bagno, si attraversa un salone multifunzionale con soffitto a volte e si giunge in un’altra aula dotata di bagno interno per arrivare ad un altro salone multifunzionale adibita ad oggi a stanza per il sonno. Al piano primo troviamo un’aula, la stanza della motricità, l’aula biblioteca, un ampio bagno panoramico, il bagno per gli adulti, due magazzini, un archivio ed un’aula insegnanti.

Spazi abitativi esterni: la scuola vanta un grande parco attrezzato ed ombreggiato, ottimo per la calura estiva, dotato di palestra con scivoli e tettoia, due altalene, il trenino colorato. Casette, tricicli e dondoli, zona scavi, zona recintata e una casetta dove riporre i giochi a fine giornata.

  1. Risorse professionali

L’insegnante/educatore, è un professionista che possiede adeguate competenze relazionali, culturali, tecnico-disciplinari e metodologiche-didattiche; inoltre, all’interno del contesto Fism, l’insegnante/educatore aderisce ai principi e ai valori di una scuola di ispirazione cristiana.

L’attività dell’insegnante si articola, in ore di attività educativa e didattica con i bambini/e, in attività di progettazione pedagogica, di raccordo con i servizi del territorio e di formazione in servizio.

  • Collegio docenti:

Gli insegnanti della scuola si riuniscono settimanalmente nel collegio docenti: il collegio è il luogo di esercizio della corresponsabilità nella costruzione del contesto educativo e nell’elaborazione della programmazione. È caratterizzato dalla tensione ad esprimere unitarietà di metodi e di stili, dentro un confronto ed una correzione reciproca.

Il collegio, come gruppo di lavoro, non è solo luogo di progettazione, ma luogo di progettazione, confronto, sostegno e autovalutazione per verificare tutti i momenti specialmente quelli di maggiore difficoltà.

Le insegnanti sono sempre disponibili ad un lavoro congiunto con eventuali specialisti.

La nostra scuola può contare su un numero di bambini ridotto per accogliere in modo più personalizzato ogni bambino.

E’ formato da tutte le docenti della scuola e dalle educatrici di sostegno, convocato e presieduto dalla Coordinatrice, si riunisce per l’elaborazione della programmazione annuale e la valutazione della stessa, per la revisione del PTOF, per esaminare i casi di alunni in difficoltà, scegliere i piani di formazione, elaborare il calendario delle attività extracurricolari, formulare ipotesi e idee da presentare al CdA, per stabilire e mantenere contatti con il territorio. E’ redatto un verbale per ogni incontro.

  • Formazione corpo docenti:

Gli insegnanti frequentano annualmente corsi di formazione e di aggiornamento dell’associazione “il rischio educativo” e della FISM. In questi corsi si approfondiscono bisogni e domande che emergono dal lavoro educativo e didattico.

ORGANIGRAMMA DELLA SCUOLA DELL’INFANZIA

 

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

·         Gabelli Paolo. Presidente CDA

·         Eva Daniela

·         Faverzani Davide

·         Faverzani Giuseppe

·         Moschini Carlo

·         Trentini Gianfranco

SEGRETARIA

Riccardi Chiara

 

COORDINATRICE INTERNA

Guarini Raffaella

COLLEGIO DOCENTI

(Guarini Raffaella, Aleroni Valentina, Ceriati Patrizia, Scapuzzi Anna)

 

SEZIONE 2 – LE SCELTE STRATEGICHE

 

  1. Priorità desunte dal RAV

 

Il collegio docenti, lavorando al processo di auto-valutazione, ha individuato come prioritarie per il prossimo triennio tre piste di lavoro:

  • Continuità e territorio: proseguire e implementare la direttrice di lavoro “Comunità educante” in un’ottica di armonia e organicità
  • Aspetti organizzativi: spazi e contesti. Rileggere il contesto dello spazio esterno, rivisitandone gli allestimenti, i materiali
  • Ampliamento della Proposta Didattica: individuare, progettare e realizzare uno spazio/tempo dedicato in modo esclusivo alla narrazione, alla lettura e alla drammatizzazione.

 

  1. Obiettivi formativi prioritari

 

  • Educazione come introduzione alla realtà totale ed al suo significato:

Desideriamo che il bambino prenda coscienza della realtà, entri in rapporto con le cose, dia loro un nome, si paragoni con esse e, nel tempo, arrivi a giudicarle. La realtà ha un senso ed ha un destino buono e la conoscenza avviene a partire da una domanda e da un’ipotesi di significato.

  • Attenzione alla persona:

L’attenzione e la cura alla persona nella sua singolarità sono elementi fondamentali di ogni autentica educazione. La scuola promuove lo sviluppo della caratteristica naturale e oggettiva di ognuno di noi: la domanda di conoscere la realtà e le cose fin nel loro significato più profondo. L’educazione avviene in un rapporto umano, che coinvolge adulti (insegnanti e genitori), e bambini, è comunicazione di sé ad un altro, in una ricerca comune e appassionata del vero.

  • Corresponsabilità educativa:

Il rapporto tra scuola e famiglia è di fondamentale importanza per l’efficacia dell’educazione: la condivisione della responsabilità educativa, la disponibilità al dialogo, la reciproca fiducia e stima, sono basi essenziali per il confronto tra genitori e insegnanti, tra famiglia e scuola. Per raggiungere la finalità che ci prefiggiamo, riteniamo importante stabilire con le famiglie un rapporto di accoglienza e di conoscenza reciproca, di ascolto e di confronto.

  • La presenza di un maestro:

L’avventura del crescere e del conoscere è possibile solo attraverso un rapporto con un maestro. Il compito dell’educatore e di testimoniare il significato che la realtà ha per sé e proporlo alla libertà di ogni bambino, sollecitandone la responsabilità personale ed accettando differenti modalità di risposta. Il ruolo dell’insegnante è quello di instaurare col bambino un rapporto di fiducia diventando per lui punto di riferimento e di sicurezza.

  • Il Valore della bellezza:

Gustare una bellezza nell’incontro con le cose: l’esperienza di soddisfazione che un bambino fa quando una proposta è curata o quando lui stesso realizza una cosa bella è segno di questo desiderio di ordine e di armonia.

  • Accoglienza:

Lo stile educativo che ci contraddistingue è quello dell’accoglienza. Obiettivo infatti della nostra scuola è includere e integrare tutti i bambini con le loro famiglie; una buona relazione scuola-famiglia è condizione fondamentale per ogni tipo di progresso nella crescita del bambino.

Attraverso una ricerca azione, condotta dal CEDISMA (centro studi e ricerca sulla disabilità e marginalità) e Università Cattolica Sacro Cuore di Milano è stato redatto uno schema di prima osservazione, un quaderno delle osservazioni, un quaderno progettuale per poter rilevare con tempestività segni di disagio presenti nei bambini.

Seguendo un lavoro di osservazione e ciò che ne consegue ci è possibile intervenire e aiutare tutti i bambini con bisogni educativi speciali come ogni altro bambino.

 

Il quadro di riferimento per la programmazione scolastica è costituito dalle Indicazioni nazionali per il curricolo della Scuola dell’Infanzia e del primo ciclo dell’istruzione. Questo documento è stato sottoposto a revisione anche attraverso il parere espresso dalle scuole nell’indagine condotta dal MIUR negli ultimi mesi dell’anno scolastico 2011/12. Le Indicazioni, nel rimarcare che il compito fondamentale della scuola è lo sviluppo armonico ed integrale della persona, evidenziano i seguenti punti: “la Scuola dell’Infanzia, che costituisce il primo segmento del percorso scolastico dell’alunno, contribuisce in modo determinante all’innovazione, allo sviluppo culturale e sociale del Paese; – l’azione della scuola si realizza attraverso la collaborazione con la famiglia nel reciproco rispetto dei diversi ruoli e spazi educativi; – le scuole sono chiamate ad elaborare il proprio curricolo scolastico nell’ambito della loro autonomia e della libertà d’insegnamento”.

 

I CAMPI DI ESPERIENZA

 

I campi di esperienza, delineati nell’ultima versione delle Indicazioni, sono:

  • Il sé e l’altro
  • Il corpo e il movimento
  • Immagini, suoni, colori
  • I discorsi e le parole
  • La conoscenza del mondo

 

Essi sono considerati i luoghi del fare e dell’agire, sia individuale, sia di gruppo. Sono mezzi di riflessione e di dialogo che attingono ai vissuti dei bambini, i quali, guidati dall’azione consapevole delle insegnanti, pervengono progressivamente a forme di riorganizzazione dell’esperienza, di esplorazione, di ricerca, imparando a ragionare, descrivere, classificare, manipolare, produrre, pensare…

Nelle Indicazioni ogni campo di esperienza è accompagnato da” traguardi di sviluppo della competenza” che sono riferimenti per le insegnanti in quanto suggeriscono piste da percorrere, aiutano a finalizzare l’azione educativa per portare il bambino verso apprendimenti sempre più sicuri e alla graduale acquisizione di competenze. Il curricolo è l’espressione della libertà d’insegnamento e dell’autonomia della scuola e al tempo stesso e in virtù di queste prerogative, costituisce l’insieme delle scelte educativo/didattiche, delle strategie, delle esperienze, delle occasioni di apprendimento che si offrono ai bambini per raggiungere le finalità e gli intenti formativi considerati. La scuola predispone il curricolo richiamandosi ai contenuti dei campi di esperienza e ai “traguardi di sviluppo delle competenze già accennati, tiene conto dei bisogni educativi specifici di ogni bambino, attinge alle loro esperienze nell’individuare le attività didattiche ed educative. Il curricolo, così inteso, ha carattere esplicito, cioè riguarda il percorso educativo pensato, progettato, organizzato; è l’insieme delle intenzionalità del docente in merito agli obiettivi, ai contenuti, alla metodologia della propria azione didattica.

Tutto questo contribuisce a portare l’alunno a raggiungere delle competenze, cioè ad acquisire la capacità di padroneggiare situazioni in forma personale e creativa Secondo le Indicazioni il bambino acquisisce delle competenze quando rafforza le abilità sensoriali, motorie, linguistiche, logiche coinvolgendo anche la sfera affettivo /relazionale (emozioni, atteggiamenti, partecipazione…).

 

  • Modalità per elaborare esperienze

Giocare: questa è per i bambini la modalità privilegiata per elaborare le esperienze, trasformandole in pensiero cosciente e talvolta espresso e comunicato. Attraverso il gioco il bambino scopre e riceve il significato di ciò che incontra e che lo circonda, di cui fa esperienza.

  • Criteri per la progettazione:

Osservazione di ogni bambino e del gruppo

Costruzione della relazione

Valore dell’esperienza

Quotidianità vissuta ed attenzione all’imprevisto quale occasione di educazione

 

  1. Piano di miglioramento

 

Aree di miglioramento:

  • Continuità e territorio
  • Aspetti organizzativi: spazi e contesti
  • Ampliamento della Proposta Didattica

Si prevede di poter raggiungere tali traguardi modificando i processi che riguardano:

  1. progettazione e valutazione
  2. ambiente di apprendimento

 

Obiettivi:

  1. Implementare la direttrice di lavoro “Comunità educante” in un’ottica di armonia e organicità
  2. Rileggere il contesto dello spazio esterno, rivisitandone gli allestimenti, i materiali
  • Individuare, progettare e realizzare uno spazio/tempo dedicato in modo esclusivo alla narrazione, alla lettura e alla drammatizzazione.

 

Obiettivi di processo:

  1. Riflettere sui contenuti e le metodologie didattiche per migliorare la proposta educativa e formativa
  2. Favorire processi di integrazione e partecipazione alle iniziative e proposte culturali
  • Osservare e riflettere sull’utilizzo degli spazi

 

Risultati attesi:

  • Maggiore conoscenza del territorio della scuola
  • Migliore utilizzo dello spazio giardino
  • Costituzione della biblioteca di scuola

 

  1. Principali elementi di innovazione

 

L’approccio educativo proposto e la didattica partiranno dalla formazione e dalle piste di studio delle ricerche neuroscientifiche. Si attiveranno laboratori che avranno lo scopo di promuovere esperienze e attività legate all’utilizzo del corpo, allo sviluppo del linguaggio, all’allestimento e alla progettazione degli spazi.

 

SEZIONE 3: L’OFFERTA FORMATIVA

 

  1. Traguardi Attesi in uscita

 

Mete educative:

Le mete educative solo il traguardo auspicabile del cammino esperienziale nel corso dei tre anni.

  1. Affidarsi alla maestra
  2. L’incontro con i coetanei, l’amico preferito, i primi gruppi di gioco
  3. Ascolto, curiosità, concentrazione, domande
  4. Manualità
  5. Comunicazione verbale ed arricchimento del linguaggio attraverso il dialogo ed il racconto
  6. Prendere coscienza del proprio schema corporeo e sviluppare una corretta lateralizzazione
  7. Creatività
  8. Protomatematica e giochi logici
  9. Suoni e ritmo

 

Il bambino a 3 anni:

Inserimento: l’ingresso alla scuola dell’infanzia segna una tappa importante nella vita del bambino: esso implica il passaggio, fisico e metaforico, dalle braccia della mamma a quelle dell’educatrice. Questo passaggio avviene gradualmente: all’inizio i genitori sono invitati a fermarsi a scuola col bambino per un tempo breve. Durante questa permanenza il genitore può elaborare un’immagine reale della scuola materna, infatti conosce il posto delle cose del suo bambino, gli angoli di gioco ed infine le figure adulte, respira quindi un clima di fiducia rispetto al luogo in cui lascia il bambino. Questa fiducia è la premessa di ogni inserimento. Nell’inserimento il bambino può piangere, isolarsi, attaccarsi alla maestra, ma l’equilibrio interiore dell’educatrice nei confronti di queste manifestazioni trasmetterà un messaggio fondamentale: “non preoccuparti, la mamma torna presto”. È fondamentale far comprendere al bambino che il suo oggetto d’amore (la mamma, il papà e la casa), non perduto. Scompare ma poi ritorna. Attorno a questa percezione che diventa sempre più sicura, il bambino raccoglie le energie per interessarsi a ciò egli sta attorno e pian piano inizia a fare l’esperienza che questo “posto” è proprio per lui e sarà un luogo dove poter capire e fare cose nuove e belle. L’inserimento dei bambini nella scuola materna è preceduto da momenti importanti:

  • A giugno i nuovi iscritti vengono invitati con i loro genitori a trascorrere una mattinata a scuola, in cui è organizzato per loro un momento di festa e di accoglienza. Si favorisce così un primo approccio dei bambini con i compagni, le maestre e l’ambiente scuola.
  • A fine giugno viene organizzata una riunione serale tra i genitori, la direttrice e la maestra titolare della classe. Sarà un momento di introduzione al significato della scuola dell’infanzia, e verrà sottolineata l’importanza essenziale del patto educativo.
  • Continuità con gli asili nidi attraverso colloqui tra le maestre della nostra scuola e quelle dei nidi, per favorire la conoscenza e la comprensione del vissuto del bambino. Si organizzano incontri e attività tra i bambini dei nidi e quelli dell’infanzia.
  • A settembre, prima dell’inizio della scuola, la maestra effettua un colloquio con ogni famiglia che favorisce l’inizio di un rapporto scuola-famiglia e le permette di avere alcune informazioni sui bambini (abitudini, gusti, giochi preferiti, eventuali difficoltà o paure).

L’inserimento avviene in modo graduale: se non si manifestano particolari problemi, nell’arco di una settimana, il bambino arriva già a fermarsi sino alle ore 16:00.

Nel primo anno avviene una conoscenza globale dell’Io ed il primo incontro con la realtà stimolandone l’esperienza diretta attraverso l’uso dei sensi e del proprio corpo

Obiettivi specifici:

  1. Superare il distacco dalla famiglia ed instaurare un rapporto di fiducia con le educatrici.
  2. Aiutare il bambino a ritrovare dei punti di riferimento che gli permettano una maggiore sicurezza nell’ambiente.
  3. Imparare ad usare e condividere correttamente spazi e materiali comuni.
  4. Prendere coscienza di sé attraverso esperienze di gioco corporeo.
  5. Offrire al bambino le possibilità, attraverso il gioco, di misurarsi e di rapportarsi con gli altri e con la realtà.
  6. Stimolare e migliorare il linguaggio verbale.
  7. Aiutare il bambino a vivere il confronto con la realtà, affrontando nuove esperienze che lo rendano sempre più creativo e curioso.

 

Ruolo dell’adulto con i bambini di 3 anni:

  1. Osserva i suoi atteggiamenti e le diverse modalità di approccio con l’ambiente e con gli amici.
  2. Favorisce l’incontro con la realtà.
  3. Sostiene, incoraggia e positivizza.
  4. È attento e mediatore nelle relazioni fra bambini.
  5. Favorisce la routine giornaliera strutturando il tempo e lo spazio.
  6. È attento ai bisogni del bambino

 

Il bambino a 4 anni:

Dall’Io al noi, osservazione e discriminazione della realtà, sviluppo del gioco simbolico.

 

Obiettivi specifici:

  1. Aiutare il bambino ad avere maggiore consapevolezza di sé.
  2. Accettazione delle norme fondamentali, riconoscendole buone per sé ed occasione di rapporti con gli altri.
  3. Portare il bambino a potenziare la sua autonomia nelle azioni che prima richiedevano l’intervento dell’educatrice, attraverso consegne sempre più elaborate.
  4. Acquisire fiducia nelle proprie capacità di comunicazione e di espressione.
  5. Favorire lo sviluppo della sfera emotiva attraverso il gioco simbolico.
  6. Portare il bambino ad inserirsi di gioco, facendogli vivere intensi rapporti effettivi con alcuni compagni.
  7. Permettere al bambino di fare esperienze legate alla sfera emotiva e cognitiva attraverso azioni concrete.
  8. Portare lo stesso a rivolgersi agli adulti e comunicare loro le proprie esperienze.
  9. Acquisire i primi concetti temporali.

 

Ruolo dell’adulto con i bambini di 4 anni:

  • Valorizzare gli eventuali sviluppi della proposta.
  • Riflettere su cosa il bambino ha saputo cogliere ed interiorizzare dell’esperienza vissuta: livello di coinvolgimento nell’esperienza, capacità di utilizzo degli strumenti proposti, verifica dell’acquisizione di conoscenze ed abilità; valutazione del suo passo di crescita.
  • Sostiene il gioco del bambino e lo arricchisce con stimoli nuovi ed adeguati.
  • Favorisce i tentativi del bambino lasciando che questo sperimenti “rischiando” anche qualcosa di proprio.

 

Il bambino a 5 anni:

Capacità di cogliere la realtà con mezzi diversi, interiorizzazione e simbolizzazione di concetti, capacità di compiere riflessioni su di sé e di porre nuove domande.

 

Obiettivi specifici:

  1. Portare il bambino ad avere maggiore sicurezza di sé potenziando la sua creatività.
  2. Favorire nel bambino la possibilità, attraverso esperienze concrete, di conoscere come funzionano le “cose” e di anticiparne le cause e gli effetti.
  3. Analizzare e sintetizzare le proprie esperienze rispettando sequenze logiche e temporali.
  4. Collaborare nel gruppo per raggiungere un fine ed uno scopo comune.
  5. Favorire la motricità fine attraverso esperienze pre-grafiche partendo da esperienze motorie globali.
  6. Consolidare le conoscenze dei concetti (classificazione, seriazione, corrispondenza e sequenza).
  7. Stimolare il bambino a trovare soluzioni alternative nell’uso dei materiali e dei giochi strutturati.
  8. Favorire il bisogno di comunicare e di rendere partecipi gli altri.
  9. Stimolare un linguaggio sempre più strutturato.
  10. Accrescere la curiosità, lo spirito di osservazione e la capacità di portare a termine i propri impegni.

 

Ruolo dell’adulto con i bambini di cinque anni:

  1. Crea condizioni affinché il bambino possa arricchire le sue esperienze.
  2. Lo sostiene nel suo “provare”.
  3. Lo aiuta nel trovare soluzioni.
  4. Chiarisce, dà significato ed ordina i suoi vissuti

 

La scuola, riconoscendo l’importanza del momento di passaggio con la scuola elementare favorisce la continuità per il processo di maturazione della persona, promuove:

  • Incontri fra i docenti infanzia-primaria per favorire la conoscenza del vissuto del bambino e per operare un confronto fra stili educativi e didattici.
  • Attività comuni fra i bambini della scuola dell’infanzia e della scuola primaria, programmando scambi di visite ed attività comuni.

 

  1. Iniziative di ampliamento curricolare

 

  • Progetto motricità

All’interno della struttura scolastica vi è un’aula allestita con il materiale per la motricità. Ogni maestra con la propria classe può sfruttare questo spazio che favorisce l’incontro tra il bambino ed il sé corporeo, tra le categorie dello spazio e del tempo. La forma utilizzata è il gioco. Il progetto viene condotto da un insegnante di scienze motorie.

  • Tutti insieme in gita

Nel corso dell’anno scolastico sono previste gite ed uscite sul territorio per permettere ai bambini di compiere esperienze concrete in relazione a percorsi attivati in ambito scolastico (visite a monumenti storici, artistici ed ambienti naturali). Al riaprirsi della bella stagione è prevista una gita tutti insieme (bambini, famiglie e maestre); è un momento per condividere lo stupore dei bambini verso la realtà ed è un’occasione per rafforzare il legame scuola-famiglia.

  • Primo approccio alla lingua inglese

Da Gennaio a Maggio, con cadenza settimanale, un insegnante madrelingua introdurrà i bambini ad un primo approccio con la lingua inglese attraverso canti, giochi e racconti. Tale attività sarà comune a tutti i bambini, con un approfondimento specifico per i bambini di 5 anni.

  • Momenti di festa: nella festa vogliamo esprimere il nostro desiderio di compagnia e amicizia. Spesso aiutandoci reciprocamente nell’organizzare questi momenti, si costruiscono anche nuovi legami e si condivide il gusto e la gioia di stare insieme.
  • Festa dell’Autunno: castagnata in giardino con famiglie e nonni. I nonni fanno parte degli organizzatori.
  • Festa di Natale: viene drammatizzata la Sacra Rappresentazione in Chiesa con bambini di 5 anni che recitano mentre i bambini di 4 e 3 anni fanno il coro. Si conclude con un momento conviviale insieme alle famiglie.
  • Festa di Carnevale: i bambini vengono a scuola travestiti e muniti di coriandoli per la festa in salone tra musica, dolcetti e con sfilata finale.
  • Festa del papà: tutti i papà sono invitati a fare colazione e a giocare con i loro bambini a scuola.
  • Festa della mamma: tutte le mamme sono invitate a fare merenda e a giocare con i loro bambini a scuola.
  • Feste di fine anno: si svolge su un palco allestito in giardino e i bambini di 5 anni rappresentano una storia. I bambini di 3 e 4 anni realizzano balli. Si conclude con cena insieme alla comunità parrocchiale di Castione, le famiglie, i bambini, le maestre e il consiglio di amministrazione.
  • Festa di inglese: per i bambini di 5 anni e le loro famiglie si svolge uno spettacolino conclusivo del corso, con canzoni in inglese, diretto dalla maestra Marion con la consegna dei quadernoni del lavoro svolto durante tutto l’anno scolastico.
  • Festa delle Olimpiadi: tutti i bambini di 3,4,5 anni, divisi in squadre, escono in parata e si alternano a giocare nei diversi campi svolgendo le gare. Si conclude tutto con la premiazione e cantando l’inno nazionale. I genitori possono assistere.
  1. Valutazione degli apprendimenti

Nella Scuola dell’infanzia valutare significa osservare i processi di scoperta da parte del bambino dell’ambiente circostante mediante un monitoraggio sistematico dei livelli di maturazione e di sviluppo personale, con riferimento ai diversi Campi di Esperienza. Al termine del percorso triennale ogni bambino avrà sviluppato le competenze di base volte a strutturare la sua crescita personale, a partire dalle mete educative e dagli obiettivi specifici precedentemente espressi.

Nella Scuola dell’Infanzia gli strumenti di valutazione fanno riferimento soprattutto all’osservazione sistematica dei comportamenti e alla documentazione delle esperienze.

 

Azioni della scuola per l’inclusione scolastica

La scuola dell’infanzia Don Sagliani ha firmato l’accordo di programma provinciale per il coordinamento e l’integrazione dei servizi di cui alla legge N. 104/1992 (Legge 5 febbraio 1992, n.104 D.P.R. del 24 febbraio 1994) che aggiorna il testo dell’Accordo provinciale precedente, adeguandolo allo sviluppo della normativa e alla riforma del sistema scolastico nel frattempo intervenuta. L’Accordo conferma la finalità generale propria del documento precedente: garantire tutte le condizioni operative e gli impegni per la più efficace integrazione scolastica degli alunni censiti ai sensi dell’ Art.3 della Legge104/1992. L’Accordo vuole essere lo strumento operativo, analitico e formale di questa collaborazione intenzionale. In quanto tale, esso si pone anche come quadro di riferimento per consolidare e rimotivare la cultura dell’accoglienza nella scuola di tutti e di ciascuno, privilegiando in particolare gli alunni che vivono una condizione personale di segnalata difficoltà, in una Scuola riformata che si sostanzia anche e soprattutto come la Scuola della prevenzione dei disagi e del recupero degli svantaggi nonchè dell’integrazione attraverso la partecipazione (L.R. 12/2003 art.2 punto 5).

La scuola pertanto si impegna a seguire tutti gli impegni dichiarati nell’Accordo e assunti dal Presidente indirizzando, promuovendo e garantendo tutti i processi di integrazione scolastica e la personalizzazione dei processi di insegnamento-apprendimento di tutti i bambini/e, con particolare riguardo a coloro che si trovano in condizione di deficit.

 

SEZIONE 4: L’ORGANIZZAZIONE

 

  1. Modello organizzativo

 

In stretta sintonia col Consiglio di Amministrazione – organo responsabile del PTOF, del Progetto Educativo e dell’identità di ispirazione cristiana della scuola – per attuare e dare significato alla partecipazione e alla collaborazione dei genitori nella elaborazione delle attività e nella organizzazione interna della nostra Scuola dell’Infanzia paritaria, in ottemperanza alla vigente legislazione, è istituito il Consiglio di Scuola così composto:

  • rappresentanti del personale docente, nella misura di uno per ogni sezione;
  • rappresentanti dei genitori, nominati dalla Assemblea Generale dei genitori della Scuola, all’inizio dell’anno scolastico;
  • il/la Presidente del Consiglio di Amministrazione della Scuola dell’Infanzia o un Suo delegato;
  • la Coordinatrice interna

Il Presidente del Consiglio di Scuola è scelto tra la componente genitori.

I genitori componenti del Consiglio di Scuola sono rieleggibili di anno in anno e decadono quando perdono i requisiti di eleggibilità. Le funzioni del Consiglio di Scuola sono elencate nell’apposito Regolamento allegato a questo Piano Triennale dell’Offerta Formativa.

La nostra scuola ha una dimensione famigliare e promuove l’alleanza con le famiglie come dimensione fondamentale del proprio essere scuola. L’alleanza educativa con le famiglie passa quotidianamente attraverso la condivisione di valori, obiettivi educativi, scelte pedagogiche che si realizzano attraverso l’utilizzo di pratiche dialogiche e partecipative. Costruire un legame di fiducia con un bambino richiede innanzi tutto la disponibilità ad accogliere la sua famiglia e i suoi genitori. Da sempre la nostra scuola, dedica molta importanza alla famiglia, a partire dal suo ruolo educativo affermato dall’insegnamento sociale della Chiesa, della Costituzione e riconosciuto all’interno delle scienze umane.

Il compito educativo a cui sono chiamate le famiglie, la scuola e tutti i soggetti impegnati nell’educazione dei piccoli appare sempre più complesso. Per questo riteniamo importante incontrarci a partire dalle reciproche difficoltà e limiti ma anche per scambiare esperienze positive vissute, competenze educative messe in campo con i bambini al fine di creare contesti di apprendimento a scuola e in famiglia il più possibile integrati e coesi.

 

  • Colloqui individuali:
  • Prima dell’inizio dell’anno con i genitori dei bambini nuovi iscritti, per una reciproca conoscenza, per rassicurare le famiglie ed aiutarle a vivere con serenità il distacco
  • Durante l’anno su richiesta dei genitori o delle insegnanti per verificare il momento
  • A fine anno per un confronto sul lavoro svolto e sui passi compiuti
  • Per i bambini di cinque anni sono previsti due colloqui, ad inizio e fine anno, per valutare con i genitori l’andamento e stabilire gli aspetti che andranno rafforzati nel corso dell’anno e per verificare il loro percorso di crescita
  • Assemblee generali e di classe:
  • All’inizio dell’anno per presentare la programmazione didattico-educativa, e per la nomina dei rappresentanti dei genitori
  • A fine anno per una verifica del lavoro fatto
  • Incontro con l’esperto:

Una volta all’anno viene organizzato un incontro con  professionisti ed esperti esterni nel campo della pedagogia e psicologia per riflettere insieme sul tema educativo

  • Costruzione dell’unità scuola-famiglia:

Le famiglie sono coinvolte nel percorso educativo e scolastico partecipando attivamente:

  • Gite
  • Feste
  • Coinvolgimento ed aiuto durante l’open day
  • Realizzazione addobbi
  • Manutenzione della scuola
  • Collaborazione e concreta valorizzazione delle famiglie (educative, artistiche, manuali, artigianali, esperienziali, ecc…).

 

I bambini sono suddivisi in sezioni omogenee per rispondere al meglio ai bisogni delle diverse età del bambino. Sono favoriti anche momenti di intersezione o momenti comuni a tutte le sezioni, occasioni di stimolo per i piccoli che, vedendo le conquiste già realizzate dai più grandi, sono incoraggiati al superamento di eventuali difficoltà, e occasioni di crescita delle responsabilità per i più grandi. Ogni sezione ha una maestra che costituisce il punto di riferimento per il bambino e la sua famiglia. Le proposte formative specifiche sono elaborate con attenta considerazione dell’età del bambino e sono caratterizzate da una grande flessibilità in quanto tengono conto dell’apporto stesso dei bambini e delle novità e degli imprevisti che intervengono nel percorso. Pertanto la programmazione non è tanto la definizione rigida di un’attività, quanto l’elaborazione di un’ipotesi che si definisce cammino facendo per rispettare l’esperienza realmente vissuta.

 

METODOLOGIA DI LAVORO

L’osservazione continua, occasionale e sistematica consente di valutare le esigenze del bambino e di riequilibrare le proposte educative e i progetti in base ai ritmi di sviluppo e agli stili di apprendimento di ognuno.

L’osservazione quotidiana, la documentazione, il confronto e la narrazione consentono di descrivere l’esperienza scolastica mettendo in evidenza i processi che hanno portato il bambino alla maturazione delle competenze e i traguardi raggiunti in riferimento alle finalità.

Le osservazioni dei bambini vengono condivise periodicamente dalle docenti, in sede di collegio docenti.

La progettazione educativa si concretizza nell’intenzionalità di concepire spazi, tempi, attività, routine in grado di promuovere esperienze significative per i bambini. Viene quindi previsto un articolarsi di proposte educative e didattiche che periodicamente vengono pensate e riflettute per rispondere sempre con maggior aderenza ai bisogni dei bambini e delle bambine.

 

La documentazione costituisce uno strumento utile per la qualità dell’azione educativa, allo scopo di aiutare a non perderne memoria, a ricordare a distanza, a riconoscere il divenire del tempo, a individuare nelle tracce del passato le linee per il futuro.

La nostra documentazione rappresenta una traccia, una memoria di eventi considerati significativi, di stili educativi, di scelte effettuate con attenzione che si intende controllare.

Essa assume pieno significato quando serve a rievocare, riesaminare, ricostruire e socializzare; serve soprattutto a se stessi per ripensare a ciò che è stato fatto, ma serve anche agli altri per socializzare le esperienze.

I mezzi utilizzati per documentare sono:

  • sequenza fotografica;
  • registrazione di conversazioni e o discussioni;
  • videoregistrazione di attività;
  • archivio dei progetti didattici;
  • cartelloni esposti

 

Le insegnanti provvedono ad inviare alle famiglie “il quadernone” che è la raccolta che custodisce la loro storia ed i loro operati. I bambini potranno guardare i loro disegni e raccontare le loro avventure ai genitori per diventare più coscienti di quel pezzetto di storia che hanno vissuto a scuola. I disegni, le foto, le spiegazioni delle maestre aiutano le famiglie a comprendere meglio il lavoro svolto.

IL VALORE DELLO SPAZIO E DEL TEMPO

La giornata scolastica:

Il tempo costituisce un riferimento fondamentale e imprescindibile nei processi relazionali ed educativi; i tempi per tale consapevolezza sono distesi e sereni, al fine di promuovere momenti di elaborazione delle esperienze e assimilazione degli apprendimenti.

Il bambino sperimenta il tempo nello scorrere della giornata scolastica, nel suo ritmo dato dal susseguirsi di momenti e dall’alternarsi delle attività. Nel suo aspetto di routine rassicura il bambino e lo aiuta a trovare punti di riferimento. Tutto il tempo che il bambino passa alla scuola dell’infanzia è comunque educativo per lui: questo significa porre attenzione, da parte dell’insegnante, a tutti i momenti della giornata come portatori di significato e di benessere per il bambino. La giornata nella scuola è così articolata:

 

07:30-08:00 – ingresso anticipato

08:00-09:00 – ingresso e gioco libero nelle sezioni

09:00-10:00 – conta, canti e merenda

10:00-11:15 – appello ed attività in sezione

11:15-11:30 – uso dei servizi

11:30-12:30 – pranzo

12:30-13:30 – gioco libero e prima uscita dei bambini

13:30-15:00 – attività in sezione, gioco libero, relax o riposo pomeridiano

15:00-15:30 – merenda

15:30-16:00 – giochi, racconti in attesa dell’arrivo dei genitori o della partenza del pulmino

 

Organizzazione dello spazio:

Lo spazio costituisce una variabile pedagogica fondamentale, per cui la nostra intenzionalità educativa si esplica nel renderlo riconoscibile, fruibile, e accessibile a tutti, in un’ottica ispirata al benessere e all’accoglienza.

L’organizzazione dello spazio ha quindi una precisa valenza educativa: esso deve essere leggibile dal bambino perché ne possa sfruttare possibilità ed opportunità. Nella scuola ci sono spazi comuni (salone, mensa, dormitorio), ed aule che ospitano le sezioni.

La sezione è strutturata in spazi allestiti in modo diverso e riconoscibile, che sono per i bambini un polo di attrazione e sicura:

  • Allestimento della casa, dei travestimenti, la bancarella del mercato, della posta, la pasticceria, il parrucchiere per il gioco simbolico.
  • Allestimento per la lettura, dove il bambino può, da solo o in compagnia, sfogliare i libri preferiti, osservare le figure e rivivere le sequenze di una fiaba conosciuta. In questo spazio l’insegnante raduna i bambini per il momento del racconto.
  • Spazio dedicato alla pittura e del disegno, dove ognuno può utilizzare colori, pennelli, pastelli per manifestare la sua creatività.
  • Allestimento con le costruzioni (di diversi tipi: legnetti, lego, rotelle, ecc…), per costruire case, ponti, strade, piste, castelli, ecc…
  • Spazio dedicato alle invenzioni a tavolino dove i bambini possono ritagliare, incollare, manipolare, realizzare invenzioni bidimensionali e tridimensionali.
  • Spazio dedicato ai travasi nel quale nascono le prime intuizioni di relazione tra le forme e gli spazi degli oggetti.
  • Allestimento della pasta nel quale ogni giorno i bambini sperimentano attività manipolatorie.
  • Giochi logici e di gruppo a tavolino: chiodini, collane, tombola, memory, puzzle.
  • Spazio allestito con gli animali della fattoria, i dinosauri, gli animali del mondo e le macchinine.

 

Gli spazi possono essere utilizzati liberamente dai bambini: è comunque di fondamentale importanza la presenza della maestra che, di volta in volta, sostiene il loro gioco, vi partecipa, ne favorisce lo sviluppo e regola il rapporto che si stabilisce tra i bambini.

La scuola è circondata da un ampio parco ombreggiato dotato di scivoli, altalene, castelli, area casette, dondoli, area giardinaggio, aria scavi, trenino, palestrina con scivolo e tetto.

 

Utilizzo dei materiali:

La scelta dei materiali che proponiamo all’interno della nostra scuola è un aspetto fondamentale della metodologia e della nostra didattica. I criteri che ci guidano nella loro scelta sono quelli della varietà, della polisensorialità e della flessibilità operativa. Essi non devono essere utilizzati in modo rigido ma devono dare modo al bambino di sviluppare in autonomia i processi di ideazione, di costruzione, di creatività e di originalità.

Accanto a giochi di uso comune, affianchiamo materiali naturali, che raccogliamo con i bambini nel parco che circonda la scuola, ma anche materiali manipolativi, oggetti di uso quotidiano, strumenti musicali, costruzioni, giochi simbolici.

Scegliamo di proporre e ruotare i materiali al fine di promuovere esperienze diversificate per sollecitare linguaggi e intelligenze multiple.

 

  1. Organizzazione Uffici e modalità di rapporto con l’utenza

 

Nel periodo individuato ogni anno dal Ministero per le iscrizioni alle scuole di ogni ordine e grado, le famiglie dovranno presentare domanda di iscrizione alle scuole dell’infanzia su apposito modulo cartaceo disponibile presso le singole scuole o scaricabile dal sito del Comune www.comune.fidenza.pr.it nella sezione Pubblica Istruzione/Iscrizioni alla scuola dell’infanzia fascia 3-6 anni. La modulistica, una volta compilata e sottoscritta, andrà consegnata alla segreteria della scuola individuata come prima scelta.

 

I bambini/e residenti fuori dal comune di Fidenza, potranno accedere alle iscrizioni, recandosi direttamente presso la scuola e ritirando il modulo di iscrizione.

 

Gli orari della segreteria della nostra scuola sono i seguenti: dalle 8.00 alle 14.00 dal lunedì al venerdì.

In merito ad esigenze particolari, è possibile contattare direttamente la segreteria della scuola accordarsi per un appuntamento, telefonando al 0524/67326 o scrivendo a donsagliani@gmail.com

 

CALENDARIO (vedi allegato)

 

MENU (vedi allegato)

 

 

  1. Reti e convenzioni attivate

 

Reti di riferimento a cui apparteniamo:

FISM

La Fism, Federazione italiana delle scuole dell’infanzia di ispirazione cristiana, raccoglie 50 scuole tra Parma e provincia. Scopo della Federazione è quello di creare una rete di relazioni e interazioni tra le varie scuole, al fine di supportare bisogni formativi, amministrativi, gestionali.

La nostra scuola dell’infanzia aderisce alla Federazione dal momento della sua costituzione.

RISCHIO EDUCATIVO

L’associazione culturale Il Rischio educativo, riprende le linee fondamentali presenti ne il Rischio educativo di Luigi Giussani, del quale riconosce l’utilità per la scuola, come progetto e programma da perseguire.

L’associazione propone corsi di aggiornamento, momenti di confronto e dialogo tra le coordinatrici delle varie scuole, convegni annuali, tavoli di lavoro su tematiche specifiche.

CONVENZIONE CON IL COMUNE DI FIDENZA

 

  1. Piano di formazione del personale docente

 

Il nostro personale aderisce al piano di formazione annuale predisposto dalla Fism di 32 ore annuali a cui si aggiungono i corsi di formazione relativi alla sicurezza sul lavoro.

 

SEZIONE 5: IL MONITORAGGIO, LA VERIFICA E LA RENDICONTAZIONE

 

Intendiamo la valutazione come atto pedagogico integrale che pone le basi per successive progettazioni e per il miglioramento della qualità della scuola. Lo strumento che utilizziamo per la valutazione pone l’accento non tanto sui risultati quanto sui processi. La nostra scuola, periodicamente attua procedure valutative collegiali da cui trae elementi di spunto per ripensarsi continuamente e per riformulare processi e progetti sempre più vicini e aderenti ai bisogni e alla complessità che il servizio si trova ad affrontare.

 

Castione Marchesi, giugno 2019